Sachsenhausen. Essere processato a 100 anni

Sachsenhausen è stato a partire dal 1936 un campo di concentramento poco fuori Berlino. A causa della sua posizione, molto vicino alla capitale e alla centrale della Gestapo, veniva usato per i corsi di formazione dei nuovi comandandati dei campi di concentramento e dei loro agenti di guardia che venivano poi distribuiti nella rete dei vari campi. Gli agenti di guardia avevano il compito di controllare il perimetro del campo e ovviamente di sparare nel caso vi fossero tentativi di fuga.

Fino alla liberazione avvenuta da parte dell’armata rossa, il 22 aprile 1945, circa 200.000 persone erano state internate a Sachsenhausen.

Il campo di concentramento è oggi aperto al pubblico come luogo della memoria.

Negli ultimi giorni Sachsenhausen è tornato ad essere tema di discussione: il 7 ottobre in Brandeburg an der Havel è iniziato il processo contro Josef S., guardia del KZ sachsenhausen. L’imputato ha 100 anni.

Negli ultimi anni in Germania viene processato non soltanto chi ha attivamente partecipato allo sterminio, ma anche coloro i quali consapevolemente hanno reso possibile che ciò accadesse. Josef S. è accusato di aver aiutato ad uccidere oltre 3500 persone all’interno di Sachsehausen. Ciò che il tribunale deve riuscire a dimostrare, è se l’imputato fosse consapevole di ciò che accadeva nel Lager, se quindi ha agito consapevolemente.

L’unica cortesia che è stata concessa a Josef S., che si è presentato con un deambulatore e col volto coperto, è stata quella di far svolgere il processo nella sua città di residenza, altrimenti non è prevista altra eccezione per l’avanzata età dell’imputato. Il verdetto è atteso per gennaio.

Ma perchè fare un processo soltanto adesso? Il pubblico ministero ha spiegato che soltanto adesso, dopo aver esaminato gli archivi militari di Mosca, è stato reso noto il passato di Josef S. e poichè il reato di omicidio e ancor meno quello dello sterminio ad opera dei fasciti, non cade in prescrizione, non è troppo tardi per processare i colpevoli.

Fino al 2011 soltanto i diretti responsabili venivano processati, ma col processo a John Demjanjuk vi è stato un punto di svolta. Il novantunenne Demjanjuk fu accusato dal tribunale di Monaco di aver partecipato all’uccisione di oltre 28.000 persone e condannato a 5 anni di reclusione. Analogamente nel 2020 il tribunale di Amburgo ha condannato a due anni di libertà vigilata un uomo di 93 anni che era stato sovergliante di un campo ci concentramento vicino Danzica. Per lo stesso campo di concentramento si sta svolgendo un altro processo contro Irmgard F. di 96 anni, allora segretaria alla direzione del campo di Stutthof. L’imputata non si è però presentata al processo del 30 settembre ed è scappata dalla casa di riposo dove si trovava. Dopo essere riusciti a ritrovarla e messa sotto sorveglianza, l’imputata dovrá ora presentarsi all’udienza che dovrebbe tenersi il 19 ottobre.

Se vi state chiedendo se è giusto perseguitare una persona anziana per quello che ha fatto oltre 75 anni fa (che me lo sono chiesta onestamente pure io) vi ricordo che queste persone non hanno mai dimostrato pietà per nessuno e che i sopravvissuti o i familiari di quelli che non ci sono più, hanno bisogno di giustizia. Non è mai troppo tardi per avere giustizia.

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